News!









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SPETTACOLO TEATRALE MONOLOGHI SLABBRATI

La mia Recensione


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Youtube video:

C'E' QUEL MOMENTO di Barbarah Guglielmana - I SENZALIBRI




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martedì 3 dicembre 2013 ore 21

La nascita della Grazia erotico-eretico-eroica

serata a cura di Tomaso Kemeny

Con interventi di Giuseppe Conte, Donatella Bisutti, Paolo Pezzaglia, Csàkànyi Jutka, Luigi Cannillo, Adele Desideri, Amos Mattio,Marica Larocchi,Enzo Di Mauro,Angelo Tonelli, Antonio Prete ,Giulia Niccolai e Barbarah Guglielmana.







Due attori Stefania Rusconi ed Enrico Barbieri leggeranno rispettivamente i due poeti Tommaso Montagna e Barbarah Guglielmana nel pomeriggio del 23 novembre a Pavia, presso il negozio Social Caffè
Gli stessi poeti faranno un piccolo tributo alla poetessa Antonia Pozzi.

I musicisti Paolo Scaratti e Federico Roncoletta della Band Dollar accompagneranno con le loro note le letture.

Questo ad inaugurazione dell'APERIPOESIA e all'interno del progetto "Ginnastica a modo mio", finalizzato al sostegno di un anno di attività sportiva in palestra per i ragazzi della Fondazione G. Costantino

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POESIE E MUSICHE DAL SUDAMERICA
Sabato 14 Settembre - Carugate (MI)
Recital di Paolo Sorice con l'Orchestra di Via Padova, Latin Quartet e reading di Barbarah





http://www.facebook.com/leggere.pavia

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Link

 

Edizioni CFR - 2011 - pp. 256

http://www.edizionicfr.it/

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10.04.2011: presentazione Tredici cadenze, Biblioteca Civica di Valenza
7.05.2011: presentazione Tredici cadenze, Municipio di Portalbera (PV).
6.06.2011: presentazione Tredici cadenze,  Biblioteca Civica di Vigevano (PV
6.04.2011: presentazione Tredici cadenze,  Collegio S.Caterina da Siena, Pavia.

Libro in vendita presso Cooperativa Piracanta, c.so Garibaldi a Pavia

Prima ristampa, novembre 2012


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13° ristampa novembre 2012 (1000 copie)





Prima ristampa marzo 2009, 500 copie
Seconda ristampa settembre 2009, 500 copie
Terza ristampa dicembre 2009, 500 copie
Quarta ristampa aprile 2010, 500 copie
Quinta ristampa agosto 2010, 500 copie
Sesta ristampa dicembre 2010, 500 copie
Settima ristampa marzo 2010, 500 copie
Ottava ristampa luglio 2011, 500 copie
Nona ristampa ottobre 2011, 500 copie
Decima ristampa novembre 2011, 500 copie
Undicesima ristampa dicembre 2011, 500 copie
Dodicesima ristampa, gennaio 2012, 500 copie
Tredicesima ristampa, novembre 2012, 1000 copie

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Spot/ Reading di Barbarah Guglielmana A Chiavenna mercoledì ...

Andiamo ad ascoltarla! (da 'l Gazetin, novembre 2010) ... Vetrina di Natale ...
www.tellusfolio.it/index

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LA POESIA OLTRE OGNI CONFINE | Vivere con Lentezza

http://www.vivereconlentezza.it/node/2580

Mentre fuori scende una leggera pioggerellina, e la gente si affretta lungo il Corso per non bagnarsi, dentro al Caffè Europa di Pavia Davide Castiglione presenta un lento, piacevole pomeriggio di poesia, in compagnia di un pubblico caldo e numeroso. Pierluigi Tedeschi introduce il concetto di poesia rimeggiando a improvvisazione e poi leggendo la sua “ode” alle rotonde sempre più numerose nelle nostre strade. Seguono una serie di poeti, alcuni affiancati da lettori che interpretano le loro composizioni, e parlano di sentimenti, desideri e vita vissuta. C’è chi declama in dialetto alessandrino e romagnolo, chi legge estratti da “Kalevala”, poema finnico, e chi l’amara poesia di un immigrato: “Risorsa”.
Hanno partecipato poeti da Pavia e provincia, ma anche da Parma, Alessandria e Reggio Emilia. In
questi due appuntamenti (23 e 30 settembre 2010) si sono riuniti più di cinquanta appassionati di ogni età: un’arte gentile che avvicina diverse generazioni, creando un sentire comune.

Altri poeti che hanno letto, o sono stati letti, in ordine alfabetico: Beatrice Barnabà, Enrico Barbieri, Fabio Carapezza, Alessandro Castagna, Virginia Fabrizi, Marco Ferrari Piccinini, Barbarah Guglielmana, Giacomo Francesco Lombardi, Andrea Nascimbene, Silvia Patrizio, Giusy Ragni, Luca Stefanelli.

(Aurora Alicino)

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FAREPOESIA - Recensione
27 giu 2010 da kolibris
53, POETRY GENERATION - Barbarah Guglielmana





Note di Paolo Sorice

Ho avuto la fortuna di conoscere Barbarah Guglielmana in occasione di un mio recital: “Suoni e voci del Mediterraneo”, con testi recitati di Dante, Hikmet, Kavafis, Saffo, Gibran e Machado, musicati dai Tri Muzike. Doveva sostituire all’ultimo momento una nostra attrice e la prima impressione che mi diede fu quella di “entusiasmante morbido-candore”. Lo spettacolo si tenne allo Spaziomusica di Pavia. Notai in lei un continuo e ingenuo stupore-amore per la Poesia, la sua espressione era un perenne dischiudersi alla vita desiderosa di vibranti emozioni da centellinare nello scrigno dell’anima. Dimenticò il suo leggio quella sera, come si scorda qualsiasi cosa in un luogo dal quale non vorresti mai distaccartene, perché ne hai ricevuto ricche sensazioni che si tramutano in suggestivi arcobaleni dentro al cuore.

In questa raccolta, dal titolo delicatamente fantasioso “Appena alzata mi sono messa a tagliare le stelle come voi tutte”, le potenzialità sono appena pronunciate, ma il tempo gioca tutto a suo favore nel lento e faticoso lavorio del costruire versi.

Rainer Maria Rilke, che le cose le sapeva dire meglio di me, diceva: “…Oh, ma con i versi si fa ben poco, quando li si scrive troppo presto. Bisognerebbe aspettare e raccogliere senso e dolcezza per tutta una vita e meglio una lunga vita, e poi, proprio alla fine, forse si riuscirebbe poi a scrivere dieci righe che fossero buone.

Per un solo verso si devono vedere molte città, uomini e cose, si devono conoscere gli animali, si deve sentire come gli uccelli volano, e saper i gesti con cui i fiori si schiudono al mattino.

Si deve poter ripensare a sentieri in regioni sconosciute, a incontri inaspettati e a separazioni che si videro venire da lungi, a notti di viaggio che passavano alte rumoreggianti e volavano con tutte le stelle.

Si devono avere ricordi di molte notti d’amore, nessuna uguale all’altra, di grida di partorienti, e di lievi, bianche puerpere addormentate che si richiudono. E anche avere ricordi non basta. Solo quando divengono in noi sangue, sguardo e gesto, senza nome e non più scindibili da noi, solo allora può darsi che in una rarissima ora sorga nel loro centro e ne esca la prima parola di un verso”.

Tutto ciò non vuol essere un ammonimento, ma uno stimolo ulteriore a questo non facile impegno, che ha il suo peso e la sua grandezza, specialmente quando è proiettato nel sociale, di creare vocaboli appiccicati ad altri vocaboli: parole che abbiano le ali, parole per volare e far volare!

Nei versi della poesia dal titolo “Non sono nella vostra terra in fiamme” il cui contenuto tratta della terribile violenza che talune donne subiscono tra le mura domestiche, scrive:


“Grido inumani silenzi
ai più sordi muri.

Come secca presto
il sangue senza più puzzare”.


In lei si stemperano i dolori, quasi aldilà del tempo, non diminuendone però l’illogica e disumana sofferenza.
Barbarah, con questo nome è artisticamente conosciuta, dedica questa silloge di “piccole poesie” all’Associazione Donne Contro la Violenza di Pavia, cui ha aderito come volontaria e “alunna” crescendo nella sua identità femminile ed imparando ad amarne la ricca diversità in tutte le splendide donne che ivi ha incontrato, che dedicano energie e sogni e colori alle sorelle che, momentaneamente, hanno appoggiato gli arnesi per disegnare il quadro dei loro giorni.
Così recita la dedica all’inizio di quest’insieme di canti, augurando ogni bene all’Associazione e tanta forza alle donne che intraprendono il loro percorso di “risveglio”.
Il ricavato dalla vendita di questo libercolo, come la sua creatrice lo definisce (già alla sua terza ristampa) è devoluto alla Cooperativa LiberaMente (ex Associazione di Volontariato Donne Contro la Violenza di Pavia).

Non sono nella vostra terra in fiamme
ma dimoro nelle calze a rete
delle botte di mio marito

grido inumani silenzi
ai più sordi muri,

crepati in altre battaglie
passate anche loro alla storia
e anche presto dimenticate
nel ripasso.

come secca presto il sangue senza più puzzare.


Un cielo per la palude

Si piegano i rami del salice piangente
Al peso della neve sporca,
sciupata dall'acqua
A scoprire una casa senza tetto,
abbandonata
Dentro un fiore finto nel vaso rotto
e un tavolo con cinque sedie diverse.


Destinata

La gola secca bagnata dalla saliva asciutta.
Le gambe gonfie che perdono liquidi gialli.
E la testa leggera che pensa cose celesti.
Sottoterra tutto cenere come carta bruciata.

Da: Appena alzata mi sono messa a tagliare le stelle come voi tutte,
Barbarah Guglielmana, C.S.A.M. Onlus, 2009.


ESTRATTO DAL Numero 2 di FAREPOESIA / Rivista di poesia e arte sociale.
Per richieste e abbonamento: titoxy@libero.it




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Il Gazetin di Luglio 2010 contiene l'inserto letterario estivo, con la seconda parte dello speciale “Bottega letteraria & Tellusfolio” nel quale vengono proposte le interviste alle collaboratrici Annagloria Del Piano e Barbarah Guglielmana, completando così la conoscenza del 'collettivo artigiano' che ora si può incontrare anche sul Web.

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Appena alzata mi sono messa…
di Barbarah Guglielmana (C.S.A.M. Onlus)
di Vincenzo Calò


Questa poetessa è figlia di un addio detto in anticipo sulla tabella di marcia, conforme ad un buon prodotto d’estrazione commerciale, ma dall’esterno come in un angolo della coscienza corteggia una fortuna, un’idea immobile dell’agire, per poggiare poi il capo col suo vuoto su di un morbido cuscino imbottito di parole difficili da controllare realmente, e resistere ad una passione che riflette tanta energia che si riserva insistendo a portare in sé la conoscenza dei suoi comportamenti, mentre una schiarita è utile per sentire delicatezze passare sopra ogni cosa smarrita dal creato ed evidenziare il tatto che si consuma sui rivestimenti. Lo spettacolo che ne consegue, sulla rilassatezza di B.Guglielmana, rinfresca le carni per una nuova emozione che sposerà dei ripensamenti quando i ricordi servono per rimettersi in forma piuttosto che per offrirsi alla morte, stupita della sua superiorità e tremante per delle impurità scoperte essendo dedita alle trasmissioni di quella libertà che stana violenza subita col cuore che ti scoppia. Infiltrata tra i frammenti del rispetto per la propria persona, nessuno la viene a cercare, eccetto un sentimento danzareccio al limite della contrarietà.

La decisione di uscire fuori va lavata, affinché la scoprano gl’ingenui, di modo ché il Tempo provi gelosia per loro. Tristezza stilisticamente intrigante lavora il soggetto (una donna) tra i versi, che cresce in un posto sicuro, con la mole della sua stagione in corso che manderebbe quasi in crisi il lettore, che deve invece comprendere assolutamente l’affetto per la coscienza, per meritare di essere felice, d’inserirsi nella mente in maniera elementare. Riverberi urbani assorbono l’autrice, tracciano un limite per il suo essere, un pensiero intriso di quiete senza mordente, per la paura di vivere il silenzio come l’effetto di un racconto vitale in sospeso. Il rischio di affrontare dei percorsi alternativi innesca valutazioni scolorite anche per via dell’età, della sua crudezza che serve comunque nell’atto di contemplare, tra provenienze e adozioni varie, la forza di volontà, cinta di passionale scompenso e movimentata dalla complessità del durante che non ci mette in condizione di giocare con gli eventi, ma di ritrovare nella speranza per il domani un lieto fine.

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seconda stampa, agosto 2011




Rondini come Formiche




Prima edizione ottobre  2009 (240 copie)
Prima ristampa dicembre 2010 (copie 260)
Seconda ristampa agosto 2011 (copie 250)

Edizioni O.M.P.
Pagg. 120
Formato 13X20, brossura, b/n.
ISBN 978-88-95762-10-4
Uscita: settembre 2009
Prezzo: 7 euro

Acquista on-line il primo libro di poesie di Barbarah: link

In vendita:
- Libreria IL DELFINO di Pavia, Piazza Vittoria 11
- Libreria CLU di Pavia, Via San Fermo 3
- Bottega Commercio Equo e Solidale di Pavia, Corso Garibaldi 54
- Bottega Piracanta di Pavia, Corso Garibaldi 52

DISCLAIMER
I diritti dell'opera contenuta in questo libro appartengono a Barbarah Guglielmana.
L'opera è rilasciata sotto la disciplina della licenza Creative Commons
Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia.

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DoNnE tra gIOcO ed ArTE

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Nuova recensione su l'Gazetin



L'inserto bimestrale “Bottega letteraria”, oltre alle sempre stimolanti proposte in Vetrina, consente in questa edizione di approfondire la conoscenza della chiavennasca-pavese Barbarah Gugliemana, nella bella recensione del suo “libercolo” Appena alzata mi sono messa a tagliare le stelle come voi tutte (dono agli abbonati per Natale!) che ha curato il collega in arte Massimo Bevilacqua

link

Editoria per strada/ Barbarah Guglielmana. «E infine uscirò di casa...»

di Massimo Bevilacqua
05 Dicembre 2009

Appena alzata mi sono messa a tagliare le stelle come voi tutte è il suggestivo titolo dell’opera prima della poetessa chiavennasca-pavese Barbarah Guglielmana. Un nome noto ai lettori del Gazetin per i suoi versi già apparsi sulle pagine del nostro mensile.

Il libro raccoglie i testi scritti dall’autrice in più di dieci anni di lavoro poetico (dal 1995 al 2009). Avere tra le mani un libro di poesie è sempre una cosa grande, immagino quindi per l’autrice la gioia della pubblicazione, la soddisfazione di trovare “una terra di carta e una casa di pagine” al proprio lavoro. Questi testi colpiscono per la loro intensità emotiva e perché intrisi di molta “femminilità”. Sì, al di là del fatto che l’autrice sia una donna, questo libro sembra voler parlare fortemente del mondo visto al femminile. Qui si trovano storie, ritratti, riferimenti autobiografici, spezzoni di immagini, ricordi… Barbarah ci colpisce con la sua voce a tratti leggera e a tratti forte, quasi cruenta. Il linguaggio poetico utilizza registri sia lirici che prosastici con una forte semplicità di parola.

Nella sua dedica l’autrice cita questi versi di Carlo Levi: «La farfalla di primavera/ vola oltre i cancelli/ brillando con sguardi di danza». Momenti di ariosità quindi alternati a testi emotivamente coinvolgenti come nella poesia “Volo qui” dove il volo non riesce alla nostra autrice «allo stremo delle forze/ scelgo d’aggrapparmi/ al palo della bandiera», questo volo a volte leggero e ispirante, ma che bruscamente scende sulla nuda terra per raccontarla. Barbarah sembra voler essere narratrice, di sé e degli altri, delle altre donne che la circondano, che segnano e riempiono la sua vita. Nel primo testo “Ragazza romantica” ci si lascia guidare proprio in un susseguirsi di ritratti femminili e sembra l’apertura giusta per questo libro. La femminilità è infatti un tratto esplorato in tutte le sue sfaccettature: angoscia, tristezza, leggerezza, semplicità, paura, abbandono. Non per niente il titolo di questo “libercolo”, come lo chiama l’autrice, è proprio una frase di un’amica che ci conduce al tema delle donne maltrattate, a cui è dedicato il libro, e a cui andranno i suoi proventi (il ricavato dell’opera andrà infatti all’associazione di volontariato Donne contro la violenza di Pavia, ora Cooperativa LiberaMente).

Le donne del libro sono “piccole” come nella poesia “La natura morta” dove leggiamo questa bella chiusura: «una casa di caldarroste abita una piccola donna,/ indaffarata/ al cambio d’acqua di un vaso bianco,/ senza fiore». Le protagoniste sono anche intrise di emotività come possiamo leggere ne “La pioggia degli alberi”: «Sotto un albero ho confuso le mie lacrime per te/ con i giochi bagnati degli uccelli,/ Nascosta dal loro divertito cinguettio». Sono anche chiuse nella propria angoscia e nella propria tristezza come nei testi “Inoltre volevo dirti”, “La camicia sotto la pelle”, “Sto male” in cui leggiamo «per quella triste/ solitudine/ che circola nell’aria/ continuo/ a respirarla».

Nel suo insieme, nelle sue quarantuno poesie, il libro ha una forte tenuta e ci riporta all’opera di poetesse quali Vivian Lamarque e Patrizia Valduga. Molti testi sono invece ispirati ai temi della natura, che è un altro dei luoghi della femminilità esplorati dall’autrice. Faccio riferimento a testi quali: “Il gioco delle nuvole” o “La foglia invecchiata della rosa” in cui leggiamo questa suggestiva chiusura: «S’apre una nuvola ad un raggio di sole./ E la lacrima si fa diamante». È proprio questa leggerezza della natura che irrompe in queste poesie, a scorrere “Un cielo per la palude”, “L’acqua novembrina”, “Piccola estate”, “D’estate la sera”, quest’ultima che vorrei riportarvi in toto per la sua bellezza: «Scivolano sul dondolo della veranda/ Piogge di temporali, sciame di umani insetti/ Ad arco un arcobaleno, bianco di nuvole./ Sotto la terra ho pianto». C’è anche la dimensione della “corporeità”, la ritroviamo nella poesia “Le cosce”: «Le cosce non perdono il sapore di certi momenti,/ anche sotto la pioggia asciutta», così come nelle poesie “Millequattrocento”, “L’arido asfalto”, “Destinata”.

I ritratti delle donne di questo libro sembrano comporre un album che l’autrice ha raccolto, ordinato e conservato negli anni per donarcelo in questo importante parto poetico. Nello scorrere dei versi si ritrovano momenti di poesia intensa. «E insieme parole mute e fiori senza petali,/ e intanto crescevamo e perdevo il sogno» oppure «Fredda, in un cielo di stelle di fine estate,/ La luna, quasi nascosta dietro le piante nere,/ va scoprendo la piccola ombra dell’uomo,/ Cancellandola». In alcuni punti il verso sembra voler chiamare ad una maggiore profondità, aspetto che rappresenta una sfida per il lavoro di tutti gli attenti ed impegnati nell’evolversi della propria poetica. Barbarah ci lascia con l’ultima poesia “E uscirò ancora”, poesia liberatoria e incalzante che sembra spingerci ad uscire, senza paura, con la fronte aperta e la mano sul cuore… «E infine uscirò di casa/ per vedere che uscire è rientrare in altro/ di se stessi»… Alla nostra autrice i miei migliori auguri di buona nuova partenza.

Colgo l’occasione per segnalare anche il sito dell’autrice www.barbarah.info molto bello e ben curato in cui si possono leggere numerosi testi inediti.


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giovedì 2 dicembre,  ore 18

BIBLIOTECA  ZARA
Viale Zara 100,  20125 Milano
Tel. 02-88462823 begin_of_the_skype_highlighting 02-88462823 end_of_the_skype_highlighting

Gli autori, nati negli Anni ’70 e ’80, di profonda intensità lirica e tematica, hanno stili molto diversi fra loro. Presentano le ultime raccolte, ne leggono alcuni versi e discorrono di poesia, e delle loro poetiche, con il pubblico.

Dario Bertini, nato nel 1988, abita fra Legnano e Pavia, dove frequenta la Facoltà di Lettere Moderne. Ha pubblicato le raccolte Immersioni (2004),  Il rifugio dei sospiri (2006),  Distilleria di contrabbando (Cardano, prefazione di Claudio Lolli, 2009); dalla collaborazione con Renato Franchi e l'Orchestrina del Suonatore Jones, importante band impegnata nella canzone d'autore, è nato il disco di canzoni e poesia "Distilleria di contrabbando” (Storie di note).

Davide Castiglione (Alessandria, 1985) si è laureato in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Pavia. Deve agli anni universitari la spinta a condividere la poesia nei modi più vari: la formazione di un gruppo d’incontro, commenti, articoli, letture pubbliche, concorsi. Vincitore, nel 2008, ai concorsi «Subway»  e «I poeti laureandi», nel 2010 ha pubblicato la prima raccolta, Per ogni frazione (Campanotto).

Andrea De Alberti è nato nel 1974 a Pavia dove vive e opera. Suoi testi sono presenti nell'Ottavo Quaderno Italiano di Poesia Contemporanea, a cura di Franco Buffoni; in Nuovi poeti italiani, a cura di Paolo Zublena; in Lavori di scavo. Antologia di poeti nati negli anni Settanta, a cura di Giuliano Ladolfi. Del 2007 è la raccolta Solo buone notizie (Interlinea), con un'introduzione di Angelo Stella, e del 2010 Basta che io non ci sia (Manni) con prefazione di Cesare Segre.

Barbarah Guglielmana, nata a Chiavenna nel 1972, laureata in medicina, è all'ultimo anno della specialità. Ha collaborato a diverse fanzine e riviste (Macondo, Il Maltese, Fotocopianda, Inchiostro, 'l Gazetin, ed è tra le fondatrici di Kronstadt).  Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su “Storie” di Feltrinelli e “Poesia” di Crocetti. Delle sue righe ha fatto diverse plaquettes; le ultime sono Appena alzata mi sono messa a tagliare le stelle come voi tutte, (CSAM, 2009) e Rondini come formiche (OMP, 2009).


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